
Le gigante dell’e-commerce Amazon è nuovamente protagonista di una complessa vicenda giudiziaria in Italia, dove le autorità fiscali hanno intensificato i controlli sulla sua attività locale. A Milano, la sede italiana e le abitazioni di alcuni dirigenti sono state oggetto di perquisizioni da parte della Guardia di Finanza, nell’ambito di un’ampia inchiesta fiscale. L’indagine, portata avanti dalla Procura meneghina, si concentra su una presunta evasione fiscale che potrebbe ammontare a centinaia di milioni di euro, mettendo in luce questioni delicate riguardanti la tassazione delle attività di Amazon nel Paese.
Nuove perquisizioni a Milano segnano un capitolo critico nell’indagine fiscale su Amazon
Le autorità italiane hanno intensificato i loro accertamenti con la messa in atto di perquisizioni mirate nella sede di Amazon a Milano e nelle abitazioni di sette manager. Queste azioni rientrano in una più ampia inchiesta da parte della Procura di Milano che ipotizza la presenza di una “stabile organizzazione” occultata sul territorio italiano. Tale configurazione giuridica implica che Amazon avrebbe gestito attività imponibili in Italia senza dichiararne correttamente i redditi, sottraendo di fatto somme significative al fisco.
L’importanza del concetto di stabile organizzazione per la tassazione in Italia
La controversia si incentra sulla questione se Amazon EU Sarl abbia creato una stabile organizzazione nel Paese prima di agosto 2024. Le indagini rivelano che una riorganizzazione interna nel 2024, con la cessazione e successiva riassunzione di 159 dipendenti da un’altra entità Amazon, potrebbe aver effettivamente istituito una presenza fiscale permanente in Italia. Questo concetto, cruciale per la giurisprudenza tributaria, determina dove e come un’azienda deve versare le imposte, un aspetto di fondamentale rilevanza in ambito internazionale e nazionale.
Le strategie di Amazon e le reazioni alla nuova inchiesta fiscale italiana
Amazon ha definito le azioni della Procura di Milano come “aggressive e sproporzionate”, sostenendo di aver sempre mantenuto un dialogo trasparente con le autorità fiscali italiane. Nel marzo 2025, l’azienda ha formalmente richiesto un rafforzamento della cooperazione con l’Agenzia delle Entrate per chiarire il corretto trattamento tributario delle sue attività, ovvero quelle oggetto dell’attuale indagine.
Inoltre, Amazon ha evidenziato come l’instabilità normativa, unitamente a potenziali sanzioni e lunghi procedimenti legali, stia influenzando negativamente l’attrattiva dell’Italia come mercato d’investimento. Questa posizione sottolinea le difficoltà che le multinazionali incontrano nel navigare nel complicato panorama fiscale italiano, soprattutto in settori in rapida evoluzione come l’e-commerce.
I numeri economici italiani di Amazon tra investimenti e tasse versate
Nonostante le controversie legali, Amazon ha dichiarato di aver versato imposte per oltre 1,7 miliardi di euro nel 2024 e di aver investito circa 4 miliardi di euro in Italia nello stesso anno. La piattaforma sostiene inoltre di sostenere l’economia locale, collaborando con più di 20.000 piccole e medie imprese italiane attraverso Amazon.it, segnalando un impatto economico significativo e positivo.
Un quadro più ampio: le precedenti indagini fiscali e le implicazioni per Amazon
Questa nuova inchiesta si inserisce in un contesto di indagini giudiziarie e fiscali che il colosso americano affronta in Italia ormai da anni. Nel dicembre precedente, Amazon aveva accettato di versare 510 milioni di euro per chiudere una controversia relativa a una presunta evasione di 1,2 miliardi di euro riferita al periodo 2019-2021. Altri fascicoli aperti dalla Procura riguardano sospetti di frodi doganali e fiscali per il triennio 2021-2024, nonché questioni legate alla gestione del personale e a pratiche lavorative.
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